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santo stefano protettore

Stefano venne canonizzato da papa Gregorio VII nel 1083 come santo Stefano d'Ungheria. Santo Protettore della Diocesi di Prato, al quale è intitolata anche la cattedrale, è Santo Stefano. Fino al 1960 si celebrava anche la festa della “Invenzione” (cioè “rinvenimento”, dal latino invenio) delle reliquie di santo Stefano il 3 agosto, giorno in cui questo ritrovamento sarebbe avvenuto. Stefano riuscì ad imporre la propria supremazia su tutti gli altri nobili magiari, primo fra tutti suo zio Koppány, potente guerriero e secondo la tradizione erede legittimo di Géza, che era rimasto pagano. sono già in pagamento i contributi per gli affitti commerciali e artigianali, il progetto di forestazione urbana del Comune di Lucca. Secoli dopo venne ritrovata nella città dalmata di Ragusa, e poté tornare in Ungheria grazie all'imperatrice Maria Teresa che la affidò ad un convento. Con l’accordo del vescovo di Gerusalemme, si iniziò lo scavo con il ritrovamento delle reliquie. Il Santo di oggi, 26 dicembre, è Santo Stefano. È considerato il santo protettore dei diaconi e dei fornai; i suoi simboli sono le palme e le pietre. Cappellone di Santo Stefano (particolare) Egli scrive che Stefano, di origini greche, fece regolari studi alla scuola di uno dei più grandi maestri di Israele, il venerando e integerrimo Gamaliele. A rafforzare l'interpretazione che le due corone siano oggetti distinti, vi è sia il fatto che si hanno notizie sull'uso dell'altra corona solo a partire dal XIII secolo, sia la fattura di quest'ultima non esattamente in linea con i canoni sacri (la croce che sormonta la corona è fissata con un chiodo che trafigge la figura del Cristo e gli apostoli non sono disposti nel corretto ordine). Santo Stefano, a sinistra, è caratte-rizzato dal sasso al centro della testa, che allude al mar-tirio per lapida-zione; San Donni-no, cavaliere e martire ha ai suoi piedi tre cani, es-sendo protettore dall’idrofobia. Stefano fu il primo martire della cristia… Stefano divenne principe degli Ungheresi in Transdanubia nel 997, alla morte del padre e riuscì a portare a compimento l'unificazione, sotto di sé, di praticamente tutte le sette tribù ungheresi nel 1006. Santo Stefano, alla cui parola nessuno può resistere, prega per noi. Tuttora in alcune località si ricorda il protomartire anche in questo giorno, a Vimercate (Monza-Brianza), a Putignano (Bari) di cui è protettore e dove si conserva un frammento del suo cranio, a Concordia Sagittaria e in tutta la diocesi di Concordia-Pordenone, a Selci, delle quali è patrono. Preghiera a Santo Stefano del Lupo . Santo Stefano Primo martire. La celebrazione liturgica di Stefano è stata da sempre fissata al 26 dicembre, subito dopo il Natale, perché nei giorni seguenti alla manifestazione del Figlio di Dio, furono posti nel martirologio i comites Christi, cioè i più vicini nel suo percorso terreno e primi a renderne testimonianza con il martirio. Per ovviare al vuoto che si veniva a creare, i dodici apostoli riunirono i loro discepoli e, fra questi, ne scelsero sette affinché si dedicassero al lavoro amministrativo e al popolo. 47 decessi. Il resoconto negli Atti degli Apostoli prosegue quindi con l’accettazione della proposta: vennero eletti Stefano, uomo pieno di fede e Spirito Santo, Filippo, Procoro, Nicanore, Timone, Parmenas e Nicola di Antiochia; a tutti, gli apostoli imposero le mani. Inoltre, proprio Santo Stefano è ritenuto il protettore dei tagliapietre e dei muratori ed è così comune da essere il “Santo Patrono” di ben 14 differenti Comuni italiani. Santo Stefano, operatore di miracoli e prodigi, prega per noi. La principale reliquia è la mano destra (o, per i devoti, "la sacra destra") che viene portata in processione in occasione della festa del 20 agosto. Compatrona della sola città è, col santo protomartire, Santa Caterina de' Ricci. Mentre l’odio e il rancore dei presenti aumentava contro di lui, Stefano, ispirato dallo Spirito, alzò gli occhi al cielo e disse: “Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo, che sta alla destra di Dio”. Stefano I d'Ungheria, o santo Stefano d'Ungheria (in ungherese: István király, "re Stefano", o Szent István, "santo Stefano"; Esztergom, 969 – 15 agosto 1038), venerato come santo dalla Chiesa cattolica e ortodossa, è stato il primo re ungherese, fondatore dello Stato e della Chiesa ungheresi. Si dice che anche solo la povere posatasi su di esse fosse in grado di compiere prodigi. Adesso il cranio del Santo è conservato nel museo del Duomo di Caorle dove, probabilmente, furono gli abitanti della vicina Concordia Sagittaria a trasportarlo poiché si erano venuti a rifugiare nella laguna caorlotta. In suo ricordo, nel 1764, l'imperatrice Maria Teresa, che era anche regina d'Ungheria, istituì l'Ordine reale di Santo Stefano d'Ungheria. Uomo pieno di grazia, operò parlò e morì animato dallo Spirito Santo, testimoniando l’amore di Cristo fino all’estremo sacrificio. Dopo la morte di Stefano, la storia delle sue reliquie entrò nella leggenda; il 3 dicembre 415 un sacerdote di nome Luciano di Kefar-Gamba ebbe in sogno l’apparizione di un venerabile vecchio in abiti liturgici, con una lunga barba bianca e con in mano una bacchetta d’oro con la quale lo toccò chiamandolo tre volte per nome. Al rinvenimento delle reliquie di santo Stefano è legata anche la dedicazione della seconda cattedrale di Concordia Sagittaria. Tra la nascente chiesa e la sinagoga ebraica il distacco si fece sempre più evidente, fino alla definitiva separazione; la Sinagoga si chiudeva in sé stessa per difendere e portare avanti i propri valori tradizionali; la Chiesa, sempre più inserita nel mondo greco-romano, si espandeva iniziando la straordinaria diffusione del Vangelo. All'interno delle abbazie e dei monasteri trovarono sede le scuole che presto divennero importanti centri culturali. I cristiani lo venerano come santo patrono d'Ungheria, dei re, dei morti prematuri, dei lavoratori edili, degli scalpellini e dei muratori. Gli Atti ricordano come, mentre crollava sotto i colpi degli aguzzini, Stefano pregava e diceva: “Signore Gesù, accogli il mio spirito”, “Signore non imputare loro questo peccato”. Prostrati ai vostri piedi, o nostro concittadino e protettore S. Stefano del lupo, certi della vostra protezione ed intercessione presso Dio a favore di tutti noi, vi preghiamo con venerazione,fiducia ed affetto. Non solo il primo dei martiri, ma il modello di ogni martirio: nella morte di santo Stefano appaiono tutti gli elementi ricorrenti ogni volta che qualcuno viene ucciso a causa della fede. È possibile fissare con una certa sicurezza la data della sua morte per la modalità con cui avvenne: il fatto che non sia stato ucciso mediante crocifissione (ovvero con il metodo usato dagli occupanti romani), bensì tramite lapidazione, significa che la morte di Stefano è avvenuta durante il periodo di vuoto amministrativo seguito alla deposizione di Ponzio Pilato (36), il quale si era irrimediabilmente inimicato la popolazione per l’eccesso di violenza usata per sedare la cosiddetta rivolta del monte Garizim. Il territorio diocesano comprende, oltre a quelli di di Prato, i tre comuni della … Tra il 995 e il 997, Stefano (che si faceva ancora chiamare "Vajk") fu principe di Nitra (nell'odierna Slovacchia). Frammenti ossei sono custoditi in numerose chiese ungheresi. Stefano «proibì i riti tradizionali e il culto degli idoli, fondò monasteri ed episcopati e cristianizzò interamente il sistema politico e la struttura della società»[7]; fece inoltre generose offerte alle chiese, visitandole spesso di persona e sovraintendendo alla loro costruzione. Anche la Chiesa ortodossa ricorda il santo in questa data. La tradizione ungherese vuole che Stefano sia stato elevato al rango di re il 20 agosto 1000. Stefano (… – Gerusalemme, 26 dicembre 36) fu il primo dei sette diaconi scelti dalla comunità cristiana perché aiutassero gli apostoli nel ministero della fede. Dal 2 al 4 agosto ci saranno i festeggiamenti in onore di Santo Stefano protettore di Putignano. La festa di Santo Stefano rende omaggio al primo dei diaconi di Gerusalemme. Durante il periodo di dominazione turca si persero le tracce della mano. Alla corte di Stefano operarono, tra gli altri, sant'Astrico come consigliere e san Gerardo Sagredo come tutore per il figlio Imre. Inoltre, una parte di queste reliquie venne portata a Minorca, nelle Baleari, dove però si crearono tensioni con gli ebrei ivi residenti, sfociate in veri e propri scontri, culminati con la distruzione della sinagoga, prima della successiva pacificazione. Tu che dedicasti tutta la vita al servizio, pronto e generoso, dei poveri, dei malati, degli afflitti, rendici sensibili alle tante voci di soccorso che si levano dai nostri fratelli sofferenti. Venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa, fu il protomartire, cioè il primo cristiano ad aver dato la vita per testimoniare la propria fede in Cristo e per la diffusione del Vangelo. Non essendovi discendenti diretti a reclamare il trono alla sua morte, avvenuta nel 1038, il nipote Pietro Orseolo (suo erede nominato, figlio di Maria, sorella di Stefano, e del doge di Venezia Ottone) e il cognato Samuele Aba (marito della sorella minore di Stefano) si contesero la corona. Oggi è: Santo Stefano: Il giorno successivo al Natale è dedicato a Santo Stefano. Emblema. 2. Il primo fra questi sette f… Il luogo della morte è incerto, Székesfehérvár, Szentkirály o Buda, secondo le varie fonti. Di Stefano si ignora la provenienza. A Laveno Mombello esiste una chiesa dedicata proprio a questo avvenimento. 01523300471 Non mancare giammai di equità né di bontà verso coloro che sono venuti a stabilirsi qui, trattali con benevolenza, affinché essi si trovino meglio presso di te che in qualsiasi altro paese.». Secondo alcuni sarebbe infondata la tradizione che identifica la corona ricevuta a Roma con la corona di Santo Stefano (o sacra corona d'Ungheria) oggi custodita nel parlamento ungherese[9]. Santo Stefano è venerato come protodiacono e protomartire. A Stefano si debbono le cattedrali di Albareale e di Strigonio, il convento di Veszprém, l'abbazia benedettina di Pannonhalma (oggi riconosciuta come patrimonio dell'umanità dall'UNESCO) e il monastero dei Santi Pietro e Paolo ad Óbuda. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta l'11 dic 2020 alle 12:51. comunque "scherza coi fanti e lascia stare i santi") Direttore Responsabile: Gunnella Pierluigi Stefano sopravvisse a tutti i suoi figli. Di Stefano sappiamo che era probabilmente originario della Grecia, ma non conosciamo l'esatto anno della sua nascita: le ipotesi più attendibili parlano degli ultimi anni avanti Cristo. Un Santo per tutto. Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Figlio del capotribù magiaro Géza, ancora essenzialmente pagano (sua madre era pecenega, uno dei vari popoli di lingua "turca"), e di Sarolta, figlia di Zombor gyula, reggente della Transilvania[2], nacque nella città di Strigonio (Esztergom). Considerato un eroe nazionale ungherese una sua statua è stata posta nel colonnato della Piazza degli Eroi in Budapest. Pietro_da_Cortona_-_Il_martirio_di_Santo_Stefano. La storia della mano destra ebbe inizio quando un monaco la trafugò nel proprio monastero, dopo averla amputata e sottratta dalla tomba di pietra in cui le spoglie del re erano state trasferite per maggiore sicurezza durante il periodo di rivolte seguito alla sua morte. Beato Angelico: Arresto e martirio di Santo Stefano. Invitò all'apertura verso gli stranieri e - diremmo oggi - al multiculturalismo, infatti, nei suoi avvertimenti al figlio Imre (scritti forse in collaborazione con il santo veneziano Gerardo di Csanád), così scriveva: «Gli ospiti e gli stranieri devono occupare un posto nel tuo regno. Quando si riprese, non riuscì più a tornare al precedente vigore. Santo Stefano fu il primo martire. Milazzo: San Papino martire (antico patrono e protettore), santo Stefano protomartire (patrono), san Francesco di Paola (compatrono). Iscrizione N.° Roc 25345 | Procedimento N.° 1021285 del 24 Febbraio 2015 Il potere taumaturgico della fede: per ogni malattia o disturbo esiste un protettore cui rivolgersi, almeno secondo la cultura popolare in base all'iconografia e alla cultura sacra. La festa è celebrata il 26 dicembre, il primo giorno dopo il Natale, non perché sia la ricorrenza della morte (infatti morì pochi giorni dopo la Pentecoste) ma perché si volle accostare la sua persona a quella di Gesù, di cui fu il primo “testimone”. Il prete Luciano domandò chi fosse e il vecchio rispose di essere il dotto Gamaliele che istruì San Paolo, i compagni erano il protomartire Stefano che lui aveva seppellito nel suo giardino, Nicodemo suo discepolo, seppellito accanto a Stefano, e Abiba, figlio di Gamaliele, seppellito vicino a Nicodemo; anche lui si trovava seppellito nel giardino vicino ai tre santi, come da suo desiderio testamentario. L'ascesa al rango reale fu anche favorita dall'imperatore Ottone III del Sacro Romano Impero nel suo disegno di costituzione di un grande impero cristiano. Da qui le reliquie di Stefano cominciarono a spargersi per il mondo conosciuto di allora: una piccola parte fu lasciata al prete Luciano, che a sua volta le regalò a vari amici; il resto fu traslato il 26 dicembre 415 nella chiesa di Sion a Gerusalemme. Santo Stefano, sapiente nello Spirito Santo, prega per noi. Santo Stefano è una festa liturgica che si celebra il 26 di dicembre, ovvero il giorno immediatamente successivo al Natale.La ragione di questa data sta nel fatto che Santo Stefano fu il primo martire della storia della cristianità e, per questo motivo, il suo nome è celebrato il 26 di dicembre, ovvero il primo giorno successivo alla nascita di Gesù. Patronato Santo Festa; agenti di custodia: s. Atanasio vescovo: 15 luglio: s. Ippolito: 13 agosto: agricoltori: s. Benedetto: 11 luglio: s. Isidoro Agricoltore: 15 maggio Stefano e Gisella ebbero almeno tre figli: due maschi, Imre (poi canonizzato come sant'Emerico) e Otto, e una femmina, Edvige. Il santo re morì nel 1038 e fu canonizzato nel 1083, dopo che il nuovo sovrano Ladislao si era fatto protettore del suo culto, presentandosi così come il suo erede spirituale e una sorta di secondo fondatore del regno cristiano d’Ungheria. A quel punto i presenti lo trascinarono fuori dalle mura della città e presero a lapidarlo con pietre. Gli Atti riportano infine che alcune persone pie lo seppellirono, non lasciandolo in preda alle bestie, com’era consuetudine allora; mentre nella città di Gerusalemme si scatenò una violenta persecuzione contro i cristiani, comandata da Saulo. Nei paesi scandinavi Santo Stefano è il protettore dei cavalli e del bestiame. Chiese, basiliche e cappelle in suo onore sorsero dappertutto, solo a Roma se ne contavano una trentina, delle quali la più celebre è la basilica di Santo Stefano Rotondo al Celio, costruita nel V secolo da papa Simplicio. Santo Stefano (Primo Martire) San Dionigi (o Dionisio, Papa) San Zosimo (Papa) Sant'Evaristo di Costantinopoli (Abate) Santo Stefano è il protettore di diaconi, frombolieri, muratori, scalpellini, selciatori e tagliapietre. santo Stefano è il primo martire cristiano: cerca di meritare il nome del tuo santo protettore (poi scegli tu se sei una rana o altro. La data e il papa che lo canonizzò non sono fatti casuali: la scelta di canonizzare un re che si era opposto al tentativo di Corrado II del 1030 di conquistare l'Ungheria, avvenne infatti nel pieno delle lotte per le investiture.[1]. Si suppone che fosse greco: in quel tempo Gerusalemme era infatti un crocevia di tante popolazioni, con lingue, costumi e religioni diverse; il nome Stefano in greco ha il significato di “coronato”. Stefano I d'Ungheria, o santo Stefano d'Ungheria (in ungherese: István király, "re Stefano", o Szent István, "santo Stefano"; Esztergom, 969 – 15 agosto 1038), venerato come santo dalla Chiesa cattolica e ortodossa, è stato il primo re ungherese, fondatore dello Stato e della Chiesa ungheresi. Nel 2000 Stefano è stato canonizzato anche dalla Chiesa ortodossa, primo nuovo santo ad essere dichiarato tale da Cattolici e Ortodossi dopo lo scisma delle due chiese. Gli Atti degli Apostoli raccontano quindi come nell’espletamento di questo compito Stefano fosse pieno di grazia e di fortezza, e come compisse grandi prodigi tra il popolo, non limitandosi al lavoro amministrativo ma essendo attivo anche nella predicazione, soprattutto fra gli ebrei della diaspora, che passavano per la città santa di Gerusalemme e che egli convertiva alla fede in Gesù crocifisso e risorto. Senza più figli, non gli riuscì neppure di trovare tra i suoi consanguinei qualcuno che fosse contemporaneamente in grado di governare con capacità il paese e desideroso di preservare la fede cristiana nel regno. Copyright Studio Verde Azzurro | Quotidiano on-line. Lascia agli stranieri la loro lingua e le loro abitudini, giacché il regno che possiede una sola lingua e da per tutto i medesimi costumi è debole e caduco ("unius linguae, uniusque moris regnum imbecille et fragile est"). Organizzò l'Ungheria in dieci diocesi, imponendo che ogni dieci villaggi fosse eretta una chiesa il cui parroco era mantenuto a spese dei villaggi medesimi. Si è pensato anche che fosse un ebreo educato nella cultura ellenistica; certamente fu uno dei primi giudei a diventare cristiano e a seguire gli apostoli. Il Santo del giorno, 11 Settembre: Santi Proto e Giacinto, Martiri di Roma, IL SANTO DEL GIORNO 27 GIUGNO SAN CIRILLO D’ALESSANDRIA, Il Santo del giorno, 11 Novembre: S. Martino di Tours, Patrono dei Mendicanti, Il Santo del giorno, 28 Febbraio: S. Giusto – Papa Ilario, Il Santo del giorno, 30 Dicembre: la Sacra Famiglia, Il Santo del giorno, 11 Luglio: S. Benedetto da Norcia, Muore Maradona, a 60 anni ci lascia l’icona del calcio mondiale, I CASI DI COVID OGGI IN VALLE DEL SERCHIO SONO 12 NELLA PIANA DI LUCCA 25, i casi di covid oggi sono in versilia n 43, Coronavirus: 489 nuovi casi, età media 49 anni. Festa di Santo Stefano Protomartire protettore di Putignano: Il programma completo In il 27 Lug , 2017 L’intero programma religioso si svolgerà nella chiesa di S. Maria la Greca, depositaria della statua e della reliquia del primo martire della cristianità. P.I. N.° 1/2015 Registro dei Periodici del 9/1/2015 Tante immagini, frasi e foto raccolte per te, vedile subito e condividi le più belle! Miracoli di Santo Stefano. Il popolo magiaro ha fortemente mantenuto il patrimonio culturale e religioso che gli appartiene e che discende dal suo protettore, Santo Stefano, di cui è assai devoto ancora oggi. Sappiamo però con certezza che fuil primo dei sette diaconi della comunità di Gerusalemme, uomini scegli allo scopo di svolgere una serie di attività pratiche che, con l'aumentare dei discepoli, stavano riducendo il tempo che gli apostoli potevano dedicare alla predicazione e alla preghiera. Le storie avventurose del ritrovamento del corpo, della sua prima traslazione a Costantinopoli e della seconda traslazione a Roma, sono lungamente raccontate nella Legenda Aurea (cap. Per il fatto di essere stato il primo dei martiri cristiani, la sua festa liturgica si celebra il 26 dicembre, cioè immediatamente dopo il Natale che celebra la nascita di Cristo. Santo Stefano, primo dei diaconi, prega per noi. Naturalmente portò il lutto per la morte del figlio (che era il principe ereditario e, per quanto si sa, l'unico dei tre figli ad aver raggiunto l'età adulta) per moltissimo tempo, il che finì per influire negativamente sulla salute di Stefano. In particolare, nella Bibbia è scritto che Stefano si inimicò alcuni liberti, cosiddetti probabilmente perché discendenti di quegli Ebrei che Pompeo aveva schiavizzato (69 a.C.) e che poi avevano ottenuto la libertà. La Redazione: Abramo Rossi, Riccardo Cipollini Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Sarebbe potuto scappare, Stefano, avrebbe potuto negare e salvarsi. Petrini e Alessandri (FDI): mozione per stanziare contributo a sostegno famiglie con disabili. Santo Stefano fu infatti il primo martire della storia del Cristianesimo, ovvero il primo cristiano ad essere ucciso a causa della sua fede religiosa. In ragione della sua cultura e saggezza, e considerata la genuinità della sua fede, divenne anche il primo dei diaconi di Gerusalemme. Secondo questa teoria, sul letto di morte Stefano affidò la nazione alla Vergine Maria dichiarandola patrona dell'Ungheria e al fine di rappresentarne la devota sottomissione rimandò la corona a Roma. Secondo lo storico Gyula László, sostenitore in passato anche della teoria della "doppia conquista della patria",[3] A questa disputa non sarebbero nemmeno estranee ragioni politiche, in quanto, secondo un'antica legge ungherese, è re colui che possiede fisicamente la corona. Statua di Santo Stefano, Protettore di Melito di Napoli : Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Santo Stefano, in comunione con Dio, prega per noi. La Chiesa Cattolica celebra la festa di Santo Stefano il 26 dicembre, laddove la Chiesa ortodossa lo festeggia il 27 dicembre. Pietre, palma . Si racconta che molti miracoli avvennero con il solo toccare le reliquie, addirittura solo attraverso il contatto con la polvere della sua tomba; poi la maggior parte delle reliquie furono razziate dai crociati nel XIII secolo, cosicché ne arrivarono effettivamente parecchie in Europa, sebbene non si sia riusciti a identificarle dai tanti falsi proliferati nel tempo per cui il numero delle reliquie supera la realtà anatomica di un corpo umano, a Venezia (una leggenda narra che nella Chiesa di Santo Stefano vi sia tutto il corpo del santo), Costantinopoli, Napoli, Besançon, Ravenna, ma soprattutto a Roma, dove nel XVIII secolo si veneravano il cranio nella basilica di San Paolo fuori le mura, un braccio nella chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, un secondo braccio nella Chiesa di San Luigi dei Francesi, un terzo braccio nella basilica di Santa Cecilia in Trastevere; inoltre quasi il corpo intero nella basilica di San Lorenzo fuori le mura. Accoglili bene e accetta i lavori e le armi che possono recarti; non aver paura delle novità; esse possono servire alla grandezza e alla gloria della tua corte. Pertanto questo compito doveva essere affidato a un gruppo di sette di loro, così gli apostoli avrebbero potuto dedicarsi di più alla preghiera e al ministero. Allora i dodici apostoli, riunirono i discepoli dicendo loro che non era giusto che essi disperdessero il loro tempo nel “servizio delle mense”, trascurando così la predicazione della parola di Dio e la preghiera. Secondo la tradizione devozionale, non di rado si travestiva da contadino quando era in viaggio ed offriva denaro ai poveri che incontrava;.mw-parser-output .chiarimento{background:#ffeaea;color:#444444}.mw-parser-output .chiarimento-apice{color:red}[senza fonte] in un'occasione, sempre secondo la leggenda, venne picchiato e derubato da un gruppo di questuanti a cui stava versando un obolo, tuttavia li perdonò e risparmiò loro la vita.

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